Radio-astronomia - Osservatorio - Grotte di Castellana
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È una branca dell’astronomia che osserva gli astri nelle onde radio (onde elettromagnetiche con frequenze comprese tra 3 Hz e 2 GHz) e nelle microonde (con frequenze comprese tra 2 GHz e 300 GHz). Fondata negli anni ’30 da alcuni pionieri quali K. Jansky (un ingegnere radiotecnico) e G. Reber (ingegnere e radio dilettante), ebbe pieno sviluppo negli anni ’50. La nascita della radioastronomia è comunque legata allo sviluppo ed al funzionamento della radiocomunicazione; Guglielmo Marconi, intuì per primo la grande potenzialità dell’onda elettromagnetica nell’utilizzo della comunicazione a distanza, all’inizio utilizzando il segnale morse), ossia trasmettendo unicamente punti e linee (egli riuscì a trasmettere la lettera S in stile telegrafico attraverso l’Atlantico, tra Terranova e Poldhu in Cornovaglia), in seguito utilizzando le trasmissioni radiofoniche. Lo stesso Marconi, nel 1927, aveva riscontrato delle interferenze nelle trasmissioni radio in coincidenza con la comparsa di grandi macchie solari e intense aurore boreali. Queste anomalie stimolarono sia in America, sia in Europa la ricerca, visto che queste interferenze nuocevano al buon funzionamento dei collegamenti intercontinentali radio telefonici appena inaugurati. La Compagnia Bell Telephon Laboratories, nel 1929 per prima, incaricò l’ingegnere radiotecnico Karl Jansky di investigare sulla fonte e sulla provenienza di questi segnali. Dopo un lungo periodo di osservazione e di raccolta dati, Jansky compilò una classifica dalla quale risultavano tre gruppi di rumori: il primo imputabile ai temporali locali, il secondo ai temporali distanti ed il terzo un fischio persistente non qualificabile. Egli suppose che l’origine fosse al di fuori della Terra. Il primo pensiero fu il Sole, ma non notando coincidenze con la sua presenza, concluse che l’origine era una posizione fissa nella volta celeste rispetto alle stelle, e precisamente nella costellazione del Sagittario. Reber leggendo alcuni articoli di Jansky intuì la grande importanza delle nuove scoperte, rendendosi conto che era necessario costruire apparecchiature adatte all’ascolto dei rumori cosmici. Nel 1944 Reber  fu in grado di compilare la prima mappa radio della nostra galassia, dove il massimo dell’intensità era localizzata nella costellazione del Sagittario, confermando le esperienze di Jansky. Emettono onde radio e microonde il Sole, alcune stelle, le pulsar, le nebulose, i resti di supernova, le regioni di idrogeno (la sua  radio emissione avviene alla frequenza di 1.429 GHz), le radiogalassie, i quasar. Normalmente l’intensità delle radiosorgenti è esigua, mediamente 10÷18 Watt ed inferiore al segnale disturbante pari a 10÷12 W, quindi non è agevole separare i due segnali.

L’origine delle onde radio e delle microonde sono di due tipi:
1. termica, con valori di flusso crescenti con la frequenza, dovuta alla temperatura della sorgente emittente (esempi di emissione termica sono: il Sole, la Luna, il gas interstellare vicino alle stelle calde ed alcuni pianeti);
2. non termica, con valori di flusso decrescenti con la temperatura, la cui origine è legata alla presenza di particelle cariche elettricamente che sono immersi in un campo magnetico e ivi si muovono ad altissime velocità (esempi di emissione non termica sono: la radiazione del Sole perturbato, le radiogalassie ed il gas interstellare lontano dalle stelle calde).

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Registrazioni radio del transito solare– Autore Prof. Nicola Rizzi

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Parabola da 80 cm